Consulenza aziendale settore alberghiero e ristorativo

Consulenza aziendale settore alberghiero e ristorativo

La consulenza è una prestazione lavorativa professionale da parte di un consulente ovvero una persona che, avendo accertata qualifica in una materia, consiglia e assiste il proprio cliente o committente nello svolgimento di cure, atti, bisogni, pratiche o progetti fornendo o implementando informazioni, pareri o soluzioni.

Compito del consulente è quindi, una volta acquisiti gli elementi che il cliente possiede già, di aggiungervi quei fattori di sua esperienza, conoscenza e professionalità che possono promuoverne sviluppi nel senso desiderato; in tale contesto è sostanziale il rapporto di fiducia tra il committente e chi fornisce consulenza. Tale fiducia può fondarsi su un rapporto consolidato, sulla notorietà del consulente, sulla competenza e capacità dimostrate, sui titoli accademici e professionali che egli possiede.

In talune situazioni al consulente è richiesta una prestazione di tipo teorico ovvero la mera trasmissione di conoscenze e istruzioni: in questo caso la consulenza è più esattamente formazione. In altre, diametralmente opposte, al consulente è richiesto di eseguire materialmente delle incombenze operative al posto del committente (quando il cliente è un’azienda si parla di “affidamento o appalto di servizio” o outsourcing).

Il ricorso alla consulenza esterna da parte di un’azienda, diffuso nell’ambito dei servizi, è detto outsourcing ovvero esternalizzazione delle risorse umane, motivato spesso dall’elevato grado di specializzazione professionale per la prestazione lavorativa richiesta e dall’abbattimento dei costi imponibili della risorsa al termine della prestazione professionale fornita dallo stesso attraverso forme di lavoro contrattuali tipiche come i contratti di lavoro a progetto o attraverso la somministrazione di lavoro.

In generale possono richiedere prestazioni di consulenza come clienti sia soggetti privati che pubblici (ad es. le pubbliche amministrazioni) qualora non siano in grado di ottenere autonomamente i risultati desiderati.

In particolare il ricorso alla consulenza è una pratica diffusa nelle organizzazioni pubblico-amministrative o enti governativi tanto che il suo abuso è spesso criticato per via dei costi totali imponibili al richiedente, cioè lo Stato, e quindi in ultima analisi, al cittadino contribuente. Nel caso dei privati si tratta a tutti gli effetti di una delega a terzi di una parte dei propri oneri lavorativi (outsourcing) che si è molto diffusa negli ultimi 10-15 anni a causa della specializzazione sempre più spinta delle conoscenze tecniche finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di produzione.

Inoltre, occorre fare un’altra distinzione importante:

  • consulenza alle persone fisiche in qualità di consumatori, lavoratori, cittadini, pazienti, assistiti, in generale individui necessitanti di un servizio consulenziale ma all’infuori dello svolgimento di un’attività economica come soggetti titolari di partita iva;
  • consulenza alle imprese, ditte individuali, società, ecc. ovvero soggetti, con organizzazione o meno, che svolgono un’attività economica (artigianale, industriale, commerciale, professionale, agricola); questa tipologia di consulenza si chiama consulenza aziendale.

Consulenza alle persone e consulenza aziendale sono due attività molto diverse e anche i consulenti che possono rivolgersi ad ambo le categorie di committenza (ad esempio un legale) tendono a specializzarsi in quanto i due contesti sono assai lontani tra loro. Basta pensare che un consulente che lavora per enti e imprese deve, come minimo, interfacciarsi con vari uffici del cliente e adeguarsi alle sue procedure (anche se fossero solo quelle amministrative).

questo articolato è stato estrapolato da http://it.wikipedia.org/wiki/Consulenza

Mi occupo di consulenza aziendale per il settore ristorativo e alberghiero per informazioni De Nigris Alexander cell. 3481075965

contattami