Costi per aprire un ristorante

costi per aprire un ristoranteAprire un ristorante può essere un buon modo per creare una propria attività e diventare imprenditori nel settore food/beverage.
Prima di cominciare occorre considerare che un punto di ristoro è una vera e propria azienda, in cui le spese da sostenere dovranno essere considerate in modo dettagliato per far sì che l’investimento si riveli ottimale.

Vediamo anzitutto i costi standard che bisognerà sostenere soltanto per l’allestimento di un ristorante completo di tutte le attrezzature:

– da 25-35mila euro circa per le attrezzature tecniche (frigoriferi, cucina, pentolame e accessori)

– da 15 mila in su per il mobilio necessario (tavoli, sedie, bancone bar ecc.)

– da 10 mila euro per le stoviglie porcellana e posateria

Per quanto riguarda la licenza, prima della entrata in vigore del cosiddetto Decreto Bersani la disciplina in tema di rilascio delle autorizzazioni per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico prevedeva che le licenze fossero concesse dai sindaci ed avessero costi variabili da comune a comune; era inoltre fissato un numero massimo di licenze che potevano essere concesse, quindi in alcuni casi l’unica alternativa era rilevare la licenza di un esercente che decideva di cessare l’attività.

Ora invece, a partire dal 2010, nessun comune potrà stabilire un numero massimo di punti di ristoro che potranno essere aperti in un determinato territorio. Esistono limiti riferibili unicamente al tipo di struttura (per esempio la destinazione d’uso) e il possesso dei requisiti soggettivi per l’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande (frequentazione di appositi corsi, possesso di certificato HACCP sia per il titolare che per i dipendenti). Le nuove attività di ristorazione potranno essere avviate liberamente dopo che siano trascorsi almeno trenta giorni dalla data di presentazione della DIA (Dichiarazione di Inizio di Attività).

Scegliere il locale giusto non consiste soltanto nel trovare un luogo in cui la somma da pagare per l’affitto sia accessibile, ma occorrerà porre una particolare attenzione nella ricerca della posizione maggiormente strategica, per esempio un locale lungo una strada piuttosto trafficata, ma che disponga di un parcheggio privato con un buon numero di posti disponibili. Scegliere il migliore rapporto qualità prezzo è quindi indispensabile.
Sempre sull’argomento costi, occorrerà tener presente che il proprietario dello stabile richiederà probabilmente una caparra sull’affitto che varia generalmente da tre a sei mensilità.Alexander De Nigris

La grandezza del locale potrà variare in base al tipo di locale che si intende realizzare, al numero di coperti che si andranno ad allestire nel proprio punto di ristoro, ed occorrerà considerare per ogni persona uno spazio di circa 1,5 – 2 metri quadri, ma comunque non inferiore a un metro quadro.

Per quanto riguarda tasse e adempimenti burocratici, queste variano in base allo stato e alle leggi di ogni Paese.
È consigliabile informarsi anche circa il pagamento dei diritti d’autore all’Ente SIAE, indispensabile per la diffusione di musica nel locale. Le tariffe previste possono essere periodiche oppure annuali, calcolate in genere a forfait sulla base della tipologia di apparecchio utilizzato e dalla categoria del locale in cui viene diffusa la musica. Per esempio per un locale in zona centrale la tassa media annua sarà di circa 90 euro per diffusione via radio e fino a oltre 400 euro se è previsto l’utilizzo di lettori cd e dvd.

La spesa per il personale andrà considerata su una base di almeno un cuoco/pizzaiolo e un aiuto in cucina più due camerieri, per un locale di circa 60 posti a sedere.

Una stima dei costi per l’investimento totale parte almeno da 80mila-120mila euro in su. Considerando le possibili difficoltà iniziali che si riscontrano in genere all’inizio un’avventura imprenditoriale di questo tipo, sarà indispensabile valutare con estrema attenzione tutti i costi che dovranno essere sostenuti. Una stima media dei costi potrebbe lievitare non di poco senza il supporto di un esperto del settore.

Per valutare al meglio i costi e riuscire ad ottimizzare le spese da sostenere, una buona soluzione potrebbe essere quella di rivolgersi ad Alexander De Nigris , che grazie al suo servizio di consulenza potrà assistere chi desidera aprire un punto di ristoro in Italia o all’estero offrendo un servizio globale che comprende supporto per l’apertura, ottimizzazione dell’investimento economico, nuovi concetti di gestione e miglioramento di attività già avviate.

Consulente chef di cucina Alexander De Nigris

Consulente chef di cucina Alexander De Nigris